Le vacanze estive, sinonimo di viaggi e attività all’aperto, possono essere interrotte da due comuni disturbi dell’orecchio: l’otite esterna e il barotrauma. Entrambi derivano da una compromissione dei meccanismi di protezione naturali dell’orecchio a causa di fattori ambientali specifici dell’estate.
Parte 1: L’Otite del Nuotatore (Otite Esterna) L’otite esterna è un’infezione della pelle del condotto uditivo esterno, non dell’orecchio medio, ed è particolarmente frequente in estate a causa del contatto ripetuto con l’acqua. L’acqua di mare o di piscina agisce come catalizzatore, creando un ambiente caldo e umido ideale per la proliferazione di batteri (come
Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus) o funghi (come Aspergillus e Candida). Un fattore di rischio cruciale, e spesso controintuitivo, è l’eccessiva pulizia del condotto uditivo. L’uso di cotton fioc rimuove il cerume, una sostanza protettiva naturale, e può causare micro-abrasioni sulla pelle delicata del condotto, creando una via d’accesso per i germi.
I sintomi iniziano tipicamente con prurito, per poi evolvere in un dolore intenso, esacerbato dalla trazione del padiglione auricolare o dalla pressione sul trago (la piccola sporgenza cartilaginea davanti al condotto uditivo). Questo è un segno distintivo che la differenzia dall’otite media, dove il dolore non è tipicamente influenzato dal tocco dell’orecchio esterno. La prevenzione si basa su semplici accorgimenti:
- Asciugare le orecchie: Dopo ogni bagno, inclinare la testa per far defluire l’acqua e asciugare delicatamente l’esterno dell’orecchio con un asciugamano o un asciugacapelli a bassa temperatura.
- Gocce preventive: Per i nuotatori assidui (con timpano integro), l’applicazione di poche gocce di una miscela 1:1 di aceto bianco e alcol denaturato può aiutare a ripristinare il pH acido del condotto e favorire l’evaporazione dell’acqua residua.
- Evitare i cotton fioc: È fondamentale non inserire alcun oggetto nel condotto uditivo. In caso di infezione, il trattamento richiede una pulizia professionale (debridement) e l’uso di gocce auricolari prescritte dal medico.
Parte 2: Il Dolore in Aereo (Barotrauma Otitico) Il barotrauma è un dolore all’orecchio causato da una rapida variazione della pressione ambientale, che crea uno squilibrio tra la pressione nell’orecchio medio e quella esterna. Questo squilibrio è gestito dalla tuba di Eustachio, un piccolo canale che collega l’orecchio medio alla parte posteriore del naso. Durante il decollo e l’atterraggio, se la tuba non si apre a sufficienza per compensare la variazione di pressione, il timpano viene spinto verso l’interno o l’esterno, causando dolore. La condizione peggiora notevolmente in presenza di raffreddore o allergie, poiché la congestione nasale può ostruire la tuba, rendendo la compensazione quasi impossibile.
Le manovre preventive sono semplici ed efficaci:
- Deglutire, sbadigliare, masticare: Queste azioni, specialmente durante decollo e atterraggio, aiutano ad aprire le tube di Eustachio. Per i neonati, si consiglia l’uso del ciuccio o del biberon.
- Manovra di Valsalva: Consiste nel soffiare delicatamente dal naso tenendo le narici chiuse e la bocca chiusa. Un leggero “pop” indica il successo della manovra.
- Decongestionanti: In caso di congestione nasale, l’uso di uno spray nasale o di un decongestionante orale 30-60 minuti prima del volo può essere di grande aiuto. Se il dolore è intenso, persiste a lungo dopo il volo o è associato a perdita dell’udito o vertigini, è necessaria una valutazione medica.


