Il ritorno a scuola segna l’inizio di un periodo di intensa esposizione a infezioni virali e batteriche, che possono slatentizzare o aggravare alcune comuni problematiche otorinolaringoiatriche pediatriche. Due delle più importanti, con un impatto significativo sulla salute e sul rendimento scolastico, sono l’ipertrofia adeno-tonsillare e i disturbi dell’udito.
Il bambino “sempre malato”: capire tonsille e adenoidi ingrossate
Tonsille e adenoidi sono tessuti linfoidi che fanno parte del sistema immunitario e sono particolarmente attivi (e quindi più grandi) nei bambini piccoli. L’esposizione continua ai germi tipica degli ambienti scolastici può causare infezioni ricorrenti, portando a un ingrossamento persistente (ipertrofia). I segnali di un’ipertrofia problematica includono:
- Respirazione orale costante.
- Voce nasale e la tipica “facies adenoidea” (bocca semiaperta, naso affilato).
- Russamento notturno e, nei casi più gravi, pause respiratorie (apnee notturne).
- Tonsilliti o faringiti frequenti (più di 4-6 episodi all’anno).
Esiste una connessione causale diretta tra ipertrofia adenoidea e otiti medie ricorrenti. Le adenoidi ingrossate, situate nella parte posteriore del naso, possono ostruire fisicamente l’apertura della tuba di Eustachio. Questo blocco impedisce il normale drenaggio del muco dall’orecchio medio, che ristagna e diventa un terreno fertile per le infezioni. Il trattamento non è sempre chirurgico; spesso si basa sulla gestione di allergie o infezioni con farmaci. L’intervento di adenoidectomia e/o tonsillectomia è riservato a casi specifici, come l’apnea ostruttiva del sonno o infezioni molto gravi e frequenti.
“Mi stai ascoltando?”: il ruolo critico dell’udito nell’apprendimento
Una funzione uditiva ottimale è fondamentale per lo sviluppo del linguaggio e il successo scolastico. Anche una lieve perdita uditiva può causare difficoltà di apprendimento, problemi di attenzione e un calo del rendimento scolastico. Un bambino potrebbe essere erroneamente etichettato come disattento o svogliato, quando in realtà sta lottando per sentire correttamente. Molte forme di ipoacusia, specialmente quelle lievi o che si sviluppano dopo la nascita, possono passare inosservate, anche se il bambino ha superato lo screening neonatale.
I genitori e gli insegnanti dovrebbero prestare attenzione a segnali come la difficoltà a seguire le istruzioni, la richiesta frequente di ripetere le parole (“eh?”), un volume della televisione eccessivamente alto o un inspiegabile calo delle prestazioni scolastiche. Gli screening uditivi scolastici sono importanti, ma una diagnosi definitiva richiede una valutazione audiologica completa con esami come l’audiometria e la timpanometria. Identificare e affrontare precocemente un problema uditivo può cambiare radicalmente il percorso educativo e sociale di un bambino.


